Al Buono non è MAI andata bene una volta in campo sentimentale, ormai lo sanno anche i sassi.
Però a volte è lui stesso a non credere alle assurdità che la vita gli pone davanti, da agnostico dichiarato non può credere al Destino, però, sempre più spesso, è costretto ad arrendersi di fronte all’evidenza che anche la casualità pura, della cui esistenza è fieramente convinto, gode nel tirargli colpi bassi.
Fortuna che a questo punto, avendone subiti in spropositata quantità (la quale avrebbe già ucciso chiunque altro non si fosse ritirato ad una distaccata vita palestro-monacale come il sottoscritto), dispone di forti addominali laterali. Egli può quindi tranquillamente lasciarsi andare, scoprire i fianchi e ridere, amaramente ma con masochistico gusto, mentre stoicamente resiste, completamente legato ed appeso ai polsi, ai continui colpi del Fato torturatore.
Come una volta ci disse anche il Peggiore, il Buono se la cava bene con le parole, è un esperto tragediografo che trae ispirazione dal materiale che la sua insulsa vita gli pone continuamente davanti, ed anche stavolta non deluderà il suo pubblico.
Ricorderete tutti la grande saga di M., un poema epico diviso in molteplici post che tanto aveva appassionato la platea, un racconto contorto, con numerosi atti che si susseguivano senza apparente logicità e con un epilogo dai toni cupi.
Con grande sorpresa di tutti il dramma si è trasformato in commedia (ovviamente non per il Buono, ma questo lo si intuiva già), l’eroina del poema che, ricorderete, era caratterizzata dalla freddezza, dall’indifferenza e dal distacco profondo perpetrato ad libitum ai danni del nostro eroe sfortunato, ha finalmente riscaldato il suo cuore nutrendosi dell’amore di un avvenente e tracotante giovine.
Mi congratulo sentitamente con l’eletto, in una frazione infinitesimale del tempo investito inutilmente dal Vostro è riuscito a scalfire, e successivamente ad abbattere e spazzare via, le numerose e sedimentate paranoie che la fanciulla portava a giustificazione della sua maldestra sospensione dal giudizio emotivo e sentimentale.
Ovviamente il Buono lo è fino al midollo (l’infimo direbbe per antonomasia), e si è riconfermato quale amico fidato al quale confidare i propri timori e da cui trarre saggi consigli e tanto sano coraggio. Per contro, questo dolce essere appena riscopertosi donna, ha addirittura offerto al Vostro la ruffiana offerta di una conoscenza con una di lei amica per alleviare l’alienazione, fragilmente e sommessamente rivelatale, di cui egli soffre.
Forse c’è un limite alla casualità pura, ma non alle tormentate vicende del Buono…

