Il Buono è ancora reduce dalla lunghissima degenza dovuta ad una fastidiosa contrattura che lo ha costretto ad interrompere la sua abituale attività in palestra da ormai due mesi, ma non è di questo che egli intende discorrere con voi stasera, quanto di un Φ-Day diverso da quello che tutti si aspettavano.
Chi ha letto i commenti associati all’ultimo post avrà già intuito che la giornata di oggi avrebbe dovuto riguardare C., avrà altresì intuito che la maledizione che affligge il Nostro ha fatto sì che anche oggi non sia stata la giornata dell’incontro fatidico. ![]()
Io ed il buon Peggiore avevamo previsto qualsiasi scusa, tutto poteva frapporsi tra noi e lei, non esclusa la fine del mondo… naturalmente le cose si sono rivelate molto meno articolate e colorite, il principio del Rasoio di Occam si è manifestato anche stavolta: molto semplicemente C. ha pensato bene di non rinnovarci alcun invito, non ha fatto altro che eclissarsi e nulla è accaduto.
Sicuro di un proseguimento di serata all’insegna dello studio mi accingevo a degustare con calma (e mestizia) la mia cena ipocalorica quando qualcuno entra in cucina e mi passa il telefono:
- Coinquilino: è per te, è il Peggiore
- Peggiore: ehi, Buono, ma non hai sentito lo squillo?
- Buono: No, ho il telefono di là…
- Peggiore: Ma che stai facendo?
- Buono: In verità starei cenando, sai com’è, anche i Buoni mangiano…
- Peggiore: Stasera si esce, fai presto che tra mezz’ora circa passo da te, usciamo con V. ed S.
- Buono (con gli occhi spalancati e la bocca ricolma di cibo): Ho praticamente già finito, ci vediamo tra poco.
Dovete infatti sapere che S. è una bionda da paura che fa gola a molti, non esclusi, naturalmente, i vostri affezionatissimi.
Ho mangiato e mi sono preparato in un lampo, dopo poco il Peggiore era sotto casa con la macchina, la nostra destinazione era una sola, la casa di queste due pulzelle.
Caricate le esponenti del gentil sesso in macchina, siamo giunti in un locale dove era presente un gruppo che suonava dal vivo ed un allegra zona bar, abbiamo preso posto intorno ad alcuni tavoli e lì è iniziato lo show di cui sono stato testimone.
Si premetta che il Buono, come suo solito, ha cercato fin dal primo momento di circuire il soggetto delle comuni attenzioni provando a catalizzare la di lei attenzione, è scontato comunicarvi che il risultato è stato sì notevole, ma in senso opposto. ![]()
Preso dall’usuale scoramento, il Nostro si è fatto da parte, trasformandosi nel classico (ed esperto
) “menestrello/giornalista” delle vicende di uno che la sa lunga, l’anti-eroe per eccellenza: il Peggiore.
Egli riusciva a catalizzare gli sguardi di S. fin dal tragitto in macchina, ma il punto di svolta si è avuto a metà serata, allorquando V. chiedeva ad S. di accompagnarla per una sigaretta.
Il resto della compagnia (che ho evitato di caratterizzare perché ininfluente ai fini della narrazione, si trattava infatti prevalentamente di maschi e coppie) si era già avviato verso l’uscita del locale per una fumata comune, saremmo rimasti solo io ed il Peggiore…
Ho quindi ben pensato di avanzare la richiesta di una sigaretta a scrocco alla cara V., ella ha accettato e mi trovavo, quindi, in procinto di dirigermi a mia volta verso l’uscita, sicuro del fatto che, per evitare di rimanere solo, anche il nostro anti-eroe avrebbe seguitato.
Si è assistito, invece, ad un sapiente colpo di scena, mentre chi gli era intorno continuava a vivere come se nulla stesse accadendo, il Peggiore si era reso artefice di un lavoro oscuro ma certosino, il frutto di tanta esperienza e devozione stava per materializzarsi sotto gli occhi di tutti: S. fa repentinamente marcia indietro e decide di non seguirci.
Ecco che la scena cambia, da quella che vede un passivo Peggiore costretto a seguire il resto del gruppo si passa rapidamente, e senza alcuna sfumatura chiarificatrice del corso degli eventi, a quella in cui un Peggiore protagonista detta le azioni ad un soggetto passivo facendogli credere, in realtà, di star esercitando il suo libero arbitrio.
Il Buono, conscio dell’involontario assist, mantiene la sua linea ai fini di un bene superiore e peggiore proseguendo il suo cammino e guadagnando, pochi secondi dopo, l’uscita del locale.
Qui è testimone di un rapido bisbiglio tra V. ed un amico ed intuisce, dai gesti, dalle risatine e dagli sguardi, che il soggetto dello scambio era proprio S., aveva abbandonato gli amici per rimanere con il fascinoso gentiluomo Peggiore.
La serata è proseguita in maniera scanzonata in un bar non molto distante dal locale nel quale si è svolta la narrazione, ma soprattutto è proseguita con un Peggiore nei panni di professore del rimorchio: ha dato sfoggio di tutta la sua abilità mostrando un climax appropinquatorio che neanche i più completi e forbiti trattati sulla prossemica hanno mostrato mai.
Ho davvero tanto da imparare, per adesso mi limito a prendere appunti sperando di ritrovarmi, un giorno, ad essere il personaggio protagonista e non lo scrittore…
