Ecco che per il mio primo post, che non volevo rovinare con resoconti di insulse e avvilenti vicende sentimentali, è apparso un deus ex machina a fornirmene il materiale, proprio alla fine di quella che sembrava una giornata tranquilla.
Dovete sapere che non tutti hanno una buona opinione dell’Infimo. In seguito alla campagna diffamatoria post-separazione più riuscita della storia un certo numero di individui considera l’Infimo quasi come un’incarnazione del Male Assoluto. E se vi sembra un’esagerazione giudicate da voi.
Sono le tre di notte e l’Infimo si gode il suo meritato sonno dopo una giornata di duro lavoro. All’improvviso il telefono squilla. Il numero: sconosciuto.
-Sei tu che lo hai fatto, vero?
La voce, cavernosa e inconfondibile, è quella del Dottore.
INFIMO: Ciao, potresti salutare. Fatto cosa?
DOTTORE: Non fare finta di non saperlo.
INFIMO (assonnato e infastidito): Scusami. Sì, sono stato io. Buona notte.
DOTTORE: E come sempre, non te ne vergogni nemmeno!
INFIMO: Era ironico…Non so a cosa ti riferisci. Mi piacerebbe sapere di cosa sono accusato stavolta…
DOTTORE: Allora neghi che sei tu quello che si è spacciato per il fratello della Cinese [la ex per antonomasia dell'Infimo, n.d.R.] col suo professore per sapere dell’andamento della sua tesi e dei suoi voti di laurea?
INFIMO: A occhio e croce la mia supposizione è che il padre, preoccupato per gli studi della figlia, abbia mandato uno degli innumerevoli cugini della Cinese a informarsi, usando questo espediente. It sounds just like him. Comunque è una stupidaggine. Nessun professore starebbe a rispondere, credo. Le ha solo fatto fare una figuraccia.
DOTTORE (dopo una pausa di riflessione): Non cercare di confondermi e manipolarmi come fai sempre con tutti! Con me non attacca! Ha fatto una figuraccia, era quello che volevi, per quello lo hai fatto! Sei stato tu!
INFIMO: Avrei potuto fare qualsiasi altra cosa. Ma secondo te starei a fare una cosa simile?
DOTTORE (alzando la voce, con l’intenzione di dire una cosa offensiva): Sì, tu sei Tom Ripley!
L’Infimo ha intenzione di sbuffare annoiato: ”che palle con queste tue citazioni letterarie e cinematografiche”. Si accorge invece di iniziare a prenderci gusto e assume un tono freddo, distaccato e ironico, come si addice ad un Genio del Male, e decide di divertirsi.
INFIMO: Appunto, sarebbe stato troppo facile. Io avrei finto di essere sua sorella.
DOTTORE: MI STAI PRENDENDO PER IL CULO, FIGLIO DI PUTTANA?!
INFIMO (freddissimo): ‘E inutile che urli con me. Io so le schifezze che hai combinato questo inverno. Potrei telefonare a tua madre, se mi dai troppo fastidio…
DOTTORE: Stai bluffando.
INFIMO: Se io stessi bluffando tu avresti detto ”ma che cazzo dici?”, non ‘’stai bluffando”.
DOTTORE (sembra preoccupato): Stai ancora bluffando.
INFIMO (sogghigna): Come preferisci…
DOTTORE: FROCIO DI MERDA! BASTARDO! VAFFANCULO! Ti mando chi-so-io e ti spacca il culo!
INFIMO: Tanto ho cambiato casa. Mi hanno cacciato dopo la storia degli assegni falsi.
DOTTORE (con improvvisa apprensione, dopo un repentino e radicale cambio di umore): Eh? Sei nei guai?
INFIMO (ride sinceramente): ‘E incredibile… Se ti confessassi un omicidio tu mi crederesti. Assurdo…
DOTTORE: C’è poco da ridere. Da te ci si può aspettare di tutto. Sei un Ripley!
INFIMO (sempre ridendo): E tu sei un bambino. So che hai letto il libro e ti piace citarlo, l’ho capito. Bravo, è un bel libro, piace anche a me. Buona notte.
L’Infimo riattacca subito perché dire al Dottore che è un bambino (ridendogli in faccia per giunta) è l’insulto più grave, che non genera, stranamente, un turpiloquio torrenziale, ma peggio: un monologo di ore in cui il Dottore illustra le ragioni per cui il suo comportamento non ha nulla di infantile. Probabilmente, infatti, richiamerà perché non può non ribattere a tale affronto. Non subito però, perché prima deve elaborare il discorso che terrà.
L’Infimo, ormai insonne e agitato, mette un disco per cercare di rilassarsi. 5 minuti dopo il telefono, puntualmente, squilla, ma l’Infimo è nel mezzo di un assolo di Wynton Kelly (e a momenti dovrebbe iniziare quello di Coltrane) e non ha più alcuna voglia di occuparsi dei deliri del Dottore. Il telefono smette di squillare solo dopo dieci minuti. Evidentemente all’altro capo la sofferenza di dover chiudere una discussione senza avere avuto l’ultima parola è davvero insostenibile. Chissà quanto lo starà odiando in questo momento…
L’Infimo pensa, come rivolgendosi al Dottore, la Cinese e il resto della combriccola:
”You hate me. You REALLY hate me.”
E ridacchia da solo, nella notte, con una punta di soddisfazione.