Spinto da un ritrovato Peggiore in qualità di scrittore (e questo, purtroppo, significa che le cose sono tornate ad andare male come al solito) mi accingo a riprendere, a mia volta, la penna virtuale per aggiornare i nostri pochi lettori della mia situazione.
Come accennavo poc’anzi, lo scrivere in questo blog ha spesso rappresentato il presagio di un certo disagio interiore, la voglia di trovare uno sfogo emotivo tramite la narrazione delle nostre gesta e degli avvenimenti nefasti che, lungi dal nostro volere, si abbattono continuamente su di noi.
Beh, in questa chiave è chiaro notare che l’assenza di tale stimolo è sintomatico, da parte mia, di un certo ritorno alla piatta, ma stabile, routine di sempre.
In parole povere tutto questo significa che ogni trasporto emotivo per M., protagonista esplicita o implicita di praticamente tutti i miei interventi qui, è svanita del tutto, è infatti un mese e mezzo che non ci sentiamo né ci vediamo.
Tutto risale all’inizio di Novembre, quando declinò, per impegni di famiglia, un invito per un’uscita domenicale in compagnia di amici e, spiazzandomi del tutto, mi propose un’uscita pomeridiana da soli.
Fu una bella giornata.
Va da sé che cercai di darci dentro, di calcare un po’ la mano: mi feci promettere che non sarebbe sparita di nuovo come sempre, che ci saremmo visti la settimana seguente, e ne approfittai per invitarla a casa mia, pochi giorni dopo, per vedere insieme un film.
Fu il silenzio assoluto fino alla settimana successiva, quando mi raccontò che, in occasione del ponte di Tutti i Santi, era andata a far visita ad una cugina e che non aveva avuto credito nel cellulare per farmi sapere i suoi programmi.
Ovviamente un’uscita simile non poteva che generare, da parte mia, l’assoluto silenzio a tempo indeterminato.
E questa è stata la linea che ho mantenuto e che manterrò, mi sono astenuto una sola volta quando le ho concesso una rapida chattata che mi è servita a capire che per lei non è mai successo nulla.
Non ha assolutamente accusato il mio silenzio o la mia mancanza, non ha alcun risentimento, nessuna emozione, positiva o negativa, da associare alla mia persona, è indifferente come la dipinsi in un mio vecchio post.
Pare tirare avanti come al solito, completamente invischiata nelle sue questioni, sospesa da ogni influenza, coinvolgimento, giudizio e relazione col mondo che la circonda.
Avevano ragione gli Offspring, solo che io, a differenza della canzone che ha dato il titolo a questo post, non sono disposto a pagare.
Parafrasando il Peggiore: “Per me adesso esiste solo lo studio e la palestra!.
Il ragionamento è tornato a valere anche per me, torno a chiudermi in me stesso e nei miei interessi dopo questa breve, quanto totalmente inutile, parentesi di vita.