No, il Buono non è sparito, è sempre qui a condividere con voi, anonimi lettori di un più che anonimo blog, le sue vicissitudini personalissime.
Vediamo allora cosa è accaduto in questo lungo periodo di silenzio.
La prima cosa degna di nota è successa proprio il primo giorno che sono arrivato in città, sono uscito col mio amico P. ed alcuni suoi amici, ovvero una coppia ed una ragazza bionda, alta e bella, mia omonima. Proprio quest’ultima, ovviamente, mi ha dato da pensare anche oltre la serata.
Non riuscivo a concepire come, in una società in cui è l’uomo a fare, nella grandissima maggioranza dei casi, l’approccio verso l’altro sesso, potesse esistere una ragazza tanto bella quanto timida (e, per come mi ha detto P., addirittura con pochissime esperienze)! Che senso ha?
Da questo momento in poi è stato un alternarsi di permanenza in città (con alcune giornate passate in periferia, al mare, ed alcune nottate passate in giro ad ammirare il deserto) ed al paese (in tranquilla compagnia dei miei e di un placido e luccicante mare).
Fino a questo venerdì, quando la noia ha preso il sopravvento ed ho deciso di passare una giornata al paese di P. (anche lui aveva altalenato fra città e paese, mare e lavoro), in modo, anche, da trovarci, quella stessa notte, in un paese poco distante, ma più movimentato.
Qui bisogna aprire una parentesi… ricordate M., vero? Non si è volatilizzata, siamo rimasti in contatto via SMS per tutto il tempo, cercando di organizzarci per fare si che ci incontrassimo in città una volta che lei fosse partita dal distante paese nel quale soggiornava, ospite di un’amica.
Proprio in questi giorni mi aveva fatto sapere che sarebbe tornata prima, senza l’amica, e che, per questo stesso motivo, non sarebbe rimasta molto, ma avrebbe preso subito il pullman per tornare a casa.
Quella notte le ho risposto che sabato sarei tornato in città per riprendere a lavorare, e che quindi ci saremmo potuti vedere, anche solo per un saluto.
Poche ore dopo, mentre ero nel frastuono di un beach bar, sento squillare il telefono, era lei! Mi rispiegava a voce quanto riportato poco sopra, mentre io mantenevo la stessa linea, ovvero ci saremmo dovuti incontrare, anche se per poco.
Ma si sa, il Fato (almeno il mio) è avverso…
Sabato sera, appena tornato dal paese di P., ho raccolto le mie cose e sono partito con un pullman per la città, ovviamente è stato un test di resistenza: metà tragitto in piedi o seduto per terra e guasto meccanico a 20km dall’arrivo con conseguente attesa di mezz’ora per l’arrivo di un pullman di ripiego, assurdo! Se solo gli altri passeggeri avessero saputo che la causa di tali nefandi avvenimenti era da imputarsi al sottoscritto…
Ma potevano mai finire qui le tristi e sofferte vicende del Buono? Tranquilli, è ovviamente una domanda retorica.
Infatti stamattina, giorno fatidico, mi sveglio, mi faccio un caffè, una doccia, mi vesto con cura, scendo e cosa scopro? Che il suo pullman, forse per non rischiare di ritardare per colpa del traffico (non è la prima volta che accade, ma speravo che oggi non fosse proprio uno di quei giorni), aveva anticipato la partenza di un’ora, ovvero pochi minuti prima del mio arrivo.
Triste e sconsolato sono tornato a casa.
L’unica nota positiva dell’intera vicenda è stata la promessa di M., si sentiva praticamente in colpa e per farsi perdonare mi offrirà una pizza appena ritorno.